Questa notizia ha sorpreso l’Italia: la storia del passaporto italiano!

por Marco Portanova

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Tutto ebbe inizio in una normale e soleggiata mattina di primavera in una delle antiche piazze di Roma — Piazza della Rotonda, dove la domenica c’è sempre molta gente a causa del famoso mercato ambulante di souvenir e fiori. Durante il lavaggio programmato dell’acciottolato storico, un potente getto d’acqua proveniente dal tubo dei servizi municipali scagliò da una fessura tra le pietre un piccolo oggetto consumato di colore verde scuro. Era un vecchio passaporto italiano, rilasciato nel 2001. L’acqua e il tempo avevano fatto il loro lavoro, ma la doratura del nome dell’ente — «Comune di Roma» — era ancora leggibile. Sembrava che migliaia di piedi avessero calpestato il documento nel corso dei decenni, nascondendolo alla vista, finché un acquazzone primaverile non lo riportò alla luce.

Quando il ritrovamento fu accuratamente asciugato e aperto, i sorpresi impiegati del municipio videro il proprietario. Il passaporto apparteneva a una ragazza di nome Sofia Ricci, nata nel 1982. La foto sulla prima pagina ritraeva una giovane e sorridente bruna con occhi scuri e un leggero sorriso. Particolare interesse suscitarono i timbri: il passaporto era pieno di segni di attraversamento delle frontiere — Francia, Spagna, Grecia, Croazia. Ma la cosa più sorprendente fu che l’ultimo timbro risaliva all’agosto del 2004 e le pagine successive erano assolutamente bianche. Sembrava che un giorno la proprietaria avesse semplicemente lasciato cadere il passaporto in piazza e non si fosse accorta della perdita.

Ossessionati dal desiderio di restituire il ritrovamento, gli impiegati del municipio iniziarono le ricerche. Dai database risultò che Sofia Ricci aveva cambiato cognome molto tempo prima e ora viveva in un sobborgo di Milano, lavorando come insegnante di lingua italiana in una scuola media. Quando la contattarono e le raccontarono del ritrovamento, Sofia scoppiò a ridere e rimase in silenzio per un lungo momento. «Mio Dio, questo passaporto! Lo persi al mercato nel 2004, quando compravo dei fiori per la mia futura suocera. Piansi così tanto allora — avevo un biglietto per Barcellona tre giorni dopo!», ricordò.

L’incontro ebbe luogo una settimana dopo. Sofia arrivò a Roma insieme a suo marito Marco — quello stesso per la cui madre aveva comprato i fiori. Quando le consegnarono l’consumato libretto verde scuro, accarezzò delicatamente la vecchia foto con un dito. «Guardate quanto ero ingenua», disse con le lacrime agli occhi. «Persi il passaporto, non potei volare a Barcellona e rimasi con Marco a Roma. Ed eccoci qui — vent’anni insieme, due figli, un nipote. Se non fosse stata per quella perdita, forse tutto sarebbe andato diversamente».

Ora il passaporto ritrovato non si trova in un archivio di polizia, ma nell’album di famiglia dei Ricci — accanto alle foto del matrimonio e ai disegni dei figli. E in Piazza della Rotonda, proprio nel punto in cui trovarono il documento, c’è una piccola panchina con una targa che dice: «Qui iniziò un grande amore nel 2004». Così una piccola perdita, rimasta sotto l’acciottolato per quasi due decenni, non si trasformò in una tragedia, ma in una bella leggenda su come il caso talvolta costruisca un destino.

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