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Che cosa c’entra uno spuntino sul marciapiede con il sofisticato sistema di segnalazione ferroviaria? Di solito, nulla. Ma una storia capitata qualche anno fa su una linea regionale italiana ha dimostrato il contrario. Un normale martedì si è trasformato in un incubo per i controllori del traffico e in una fonte di barzellette per i macchinisti, a causa di una coincidenza buffa ma costosissima. I pendolari in corsa per andare al lavoro non avevano idea che la causa del rallentamento chilometrico non fosse un guasto o una nevicata, ma l’irrefrenabile voglia di qualcuno di dare da mangiare agli uccelli.

Tutto ebbe inizio su un piccolo marciapiede, dove una signora anziana, in attesa del treno in ritardo, decise di offrire uno spuntino ai piccioni. Con un ampio gesto rovesciò sui binari un intero sacchetto di pop-corn soffiato. Lo spettacolo era idilliaco: uno stormo di pennuti roteava sopra i binari, becchettando il bocconcino. Ma nessuno dei presenti notò che un palloncino lucido, ricoperto da una patina oleosa, era caduto esattamente sul circuito di binario — il punto dove passa la corrente per rilevare l’occupazione dei binari. In quel momento, la collazione asciutta si trasformò in un perfetto isolante elettrico.

Il macchinista di un treno passeggeri veloce che si avvicinava a quella tratta vide improvvisamente sul tabellone in cabina un segnale rosso: «Binario occupato». Il sistema di sicurezza aveva rilevato un ostacolo fantasma. Sebbene a vista i binari fossero completamente vuoti, l’automazione richiedeva una fermata d’emergenza. Il treno si bloccò a un centinaio di metri dal marciapiede, e i dispatcher al centro di controllo cominciarono a grattarsi la testa: i sensori indicavano ostinatamente che sul percorso c’era un convoglio invisibile.

Per risolvere l’enigma ci vollero quasi due ore. La squadra di elettricisti chiamata sul posto controllò relè, contatti e cavi, ma tutto era in ordine. Fu allora che uno dei manutentori, ricordando una vecchia leggenda metropolitana sulle «catastrofi di mais», propose di ispezionare il binario a mano. Immaginate il suo stupore quando, proprio sul circuito di binario percorso da corrente, scoprì una manciata di pop-corn gonfiato dalla rugiada mattutina. Il chicco aveva creato un contatto appena sufficiente per ingannare i sensori, ma senza provocare un cortocircuito.

L’incidente si concluse con grandi risate nel deposito locomotive e con l’aggiunta di una nuova regola non scritta: d’ora in poi, nei manuali per macchinisti, fu inserito un divieto esplicito di ignorare i segnali, anche se «l’ostacolo sembra una colazione». Quanto alla protagonista della vicenda, che non vide mai arrivare il suo treno, se ne andò in taxi, lasciandosi alle spalle una leggenda. Da allora, i ferrovieri italiani dicono per scherzo: «Se un treno si ferma sul “nulla”, non cercate un guasto, cercate un piccione affamato».

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